Candy crush e la saga della parola “caramella”

candy crush

 

La società King.com, creatrice del famoso gioco Candy Crush, ha recentemente depositato negli Stati Uniti i propri marchi figurativi “CANDY CRUSH”Immagine e “CANDY CRUSH SAGA” Immagine1.

In precedenza la stessa società ha registrato il marchio verbale “CANDY CRUSH SAGA” (9 agosto 2012) ed il marchio verbale “CANDY” (23 giugno 2013), poi ritirato nel febbraio di quest’anno.

Un articolo apparso su certa stampa nazionale lo scorso 24 gennaio aveva gridato allo scandalo, affermando che il mondo degli sviluppatori di app statunitense era in rivolta perché la King.com aveva ottenuto il monopolio sulla parola “candy” (caramella) per le applicazioni ed i videogiochi.

Secondo quanto riportato dal giornalista, infatti, gli sviluppatori accusavano il governo statunitense di non aver impedito che una parola generica come “candy” diventasse un marchio registrato e dunque fosse oggetto di monopolio da parte del suo titolare. Affermavano quindi che in questo modo King.com avrebbe avuto gioco facile nell’eliminare la concorrenza che utilizzasse la parola “candy” nel titolo della propria app.

Probabilmente per ragioni commerciali o di immagine, King.com ha poi deciso di ritirare il marchio “CANDY”, pur restando titolare delle altre registrazioni e domande di marchio caratterizzate dalla presenza della parola “CANDY” combinata ad altri elementi.

Resta il fatto che lo scandalo non è … così scandaloso.

Se “caramella” è certamente un termine generico e descrittivo con riferimento alle caramelle (come lo è la parola “mela” con riferimento alle mele), di certo possiede capacità distintiva quando è usata per contraddistinguere un prodotto completamente diverso, come le app (lo stesso dicasi per la famosa mela usata per contraddistinguere i computer).

King.com ha quindi legittimamente depositato un marchio usando una parola che, se è generica per un prodotto, non lo è per i prodotti cui il marchio fa riferimento.

A questo si aggiunga poi la notorietà ormai acquisita dal famoso gioco in tutto il mondo.

Gli sviluppatori di app non potranno più usare le parole “candy” e “candy crush” per le app? In questo caso varrà l’antico detto: chi tardi arriva, male alloggia…

Andrea & Arianna