L’utilizzo dei TITOLI delle classi di Nizza nella REGISTRAZIONE dei MARCHI ITALIANI: MANEGGIARE CON CURA! (ULTIMO AGGIORNAMENTO)

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Nel nostro blog del 28/02/2014 ricordavamo come, anche livello italiano, la sentenza della Corte di Giustizia “IP Translator” n. C-307/10 del 19 giugno 2012 abbia rivoluzionato il modo di interpretare l’utilizzo dei titoli della classificazione di Nizza nelle rivendicazioni dei prodotti/servizi di un marchio.

In Italia, ad esempio, l’UIBM aveva inizialmente stabilito che i titoli delle classi fossero interpretati letteralmente, a meno che non fosse anche richiesta espressamente la ‘copertura’ di tutti i prodotti/servizi ricadenti nelle classi rivendicate.

A livello pratico, ciò si è tradotto nell’utilizzo – a fianco dei titoli delle classi – di diciture del tipo “…, intendendosi ricompresi tutti i prodotti/servizi repertoriati nell’elenco alfabetico della classe”. Tanto bastava per ottenere la protezione più ampia possibile nell’ambito di ciascuna classe.

Tuttavia, a partire dal 20 maggio 2014, lo scenario è di nuovo cambiato.

L’UIBM, infatti, non accetta più le dichiarazioni tese ad ottenere la protezione dell’intero elenco alfabetico della classe e, allineandosi in questo alla prassi dell’Ufficio comunitario, richiede ora un’elencazione specifica di tutti i prodotti/servizi da proteggere, utilizzando – se possibile – la terminologia ufficiale della classificazione di Nizza. Inoltre, alcune indicazioni generali dei Titoli delle Classi di Nizza non saranno più accettati in quanto tali.

In parole povere: si protegge quello che è scritto nella domanda, secondo il significato letterale e comune dei termini utilizzati. Cosicché bisogna curare che ciò che si vuole proteggere vada indicato espressamente e senza ambiguità.

Se avremo notizia di ulteriori sviluppi vi terremo informati.

Giovanni Todescan